Innamorarsi (?)

Quasi ventidue anni passati nello sguazzare in sentimenti così cupi, oscuri e sporchi che quando ti ritrovi qualcosa che luccica nella melma non sai cos’è. Però è bella, ti piace, ti fa star bene e ti fa sorridere.

E’ quella cosa di cui parlano tutti?

Quella che ti dicono sempre che devi provare sulla pelle per capirla.

Dicono che fa male.

Dicono anche che ne vale la pena.

Allora la abbracci, ci giochi, ti piace sempre di più e poco a poco ti pulisce anche, dalla melma, dal fetore di putrefazione, fa entrare un po’ di luce e se qualche lacrima scende è accompagnata dal sorriso.

Poi si spegne.

E’ durato così poco.

Non mi era mai successo. E adesso, io, come mi comporto?

No, ti prego, non è una moda è amore.

Sono scomparsa, per un po’, niente ritiro spirituale od altro, e che il computer aveva deciso di fare una vacanza romantica con il cellulare, senza avvertire. Che poi per fare un ritiro spirituale c’hai bisogno di spirito, e mi manca.

Si chiacchierava, oggi, con una pro-gay a livelli assurdi, alla luce delle manifestazioni, e per poco non la azzannavo, ma mi son trattenuta. Voglio precisare che quella che scrive questo post è una bisessuale con una bizzarra passione per i mostri tentacolari quindi, non sto per dire qualcosa di orribile. Semplicemente a me non piacciono quelle persone che dicono “per me l’amore omosessuale è migliore di quello etero, cioè, alla fine i gay sono più dolci degli uomini normali e quindi il loro amore è più dolce e le lesbiche invece sono troppo uomo e il loro amore non è tanto puro”, lì parte il tic all’occhio. Ecco, a chi non appartiene al mondo gay vorrei giusto colmare qualche lacuna, accettate dispense da una che saltella tra i due mondi: NO, l’amore gay non è migliore dell’amore etero, non è più puro, non è più dolce, non è più alla moda. Per bontà divina, è amore. Non fate mai l’errore di pensare che un gay non voglia sbattersi qualcuno per il semplice gusto di farlo per poi mollarlo lì come un idiota, perché sì, succede, come del resto ci sono etero invece che non lo fanno. Stessa cosa per le lesbiche, no, cioè, no, io ne conosco di adorabili che… e vi prego di sedervi non vorrei aveste un mancamento… indossavano una gonna! lo so, è difficile da credere ma è vero. (SARCASMO)

Anche gli omosessuali violentano o picchiano partner, anche le lesbiche ti fanno la fatidica domanda: “me la dai?” eh sì, sono uscita con una ragazza due settimane fa che ha esordito prima con una mano nulla coscia al primo appuntamento con contorno di frasi piccanti sussurrate all’orecchio mentre io cercavo di seguire il film e poi con un bacio indesiderato che poteva risparmiarsi. Non contenta ha insistito ma la mia risposta è sempre stata “no”.

Come esistono uomini che ragionano col pene esistono donne che ragionano con la vagina. E l’omosessuale sì è dolce ma se lo è come persona, non come orientamento! Non è che mo io che sono bisessuale sono una ninfomane che colleziona tacche sulla cintura.

Perché questo alla fine siamo eh, persone, quindi cortesemente non divinizziamo nulla e non abbattiamo altro. Le relazioni restano relazioni e i cretini, che gli piaccia un ortaggio o un legume, restano cretini.

Ed io ho deciso che devo selezionare ancora meglio la gente con cui parlo e a cui regalo il mio tempo.

La ragazza che coglieva i limoni acerbi.

Accettare un appuntamento così, senza pensarci troppo non è molto da me, dall’asociale che è in me. Anche se ammetto che negli ultimi tempi mi sono ammorbidita moltissimo di carattere. E’ grave? Mi starò ammalando? Devo chiamare il Dottore o il Prete per l’estrema unzione?

Non mi preparavo per un appuntamento da tanto, cigolavo, ma poi ce l’ho fatta e la cosa in sé per sé è stata NOIOSA. Vuoi che allungava le mani, vuoi che il film era pessimo (mannaggia perché non ho scelto io, volevo vedere Mad Max), vuoi che invece a lei piaceva e continuava a parlarmi nell’orecchio. Vuoi che-nonostante io trovi sempre qualcosa di cui parlare con qualcuno- non avevamo nulla in comune: dalla de Filippi a Jeordy Shore.

Poi pigiama con orsacchiotti e messaggio di buona notte ad un amico caro. Diventato decisamente troppo caro. Del quale attenderò tutto il giorno una risposta, come un cane il padrone. Ho sempre odiato paragonarmi ad un cane, ma bisogna essere sinceri con se stessi. Ogni tanto. Non sempre che poi il cervello ci fa l’abitudine e sono guai.

Comunque ho deciso di affiggere dei manifesti, ho perso la Cinica Me. L’avranno rapita? Uccisa? O sarà fuggita perché a furia di pulire ho quasi gettato tutte le sue cose?

E, per finire, ho ancora in bocca il saporaccio che bacio che mi ha dato di prepotenza il mio colpo di testa chiamato appuntamento. A chi crede che i baci improvvisi siano romantici, non è mai stato baciato da qualcuno che non voleva assolutamente baciare.

A coglierli, i limoni acerbi, hanno un pessimo sapore.

Non sono mica la luna io.

Ore 8, giornata serena, ore 9 rabbia assurda, ore 10 non permetto alle persone di influenzarmi al punto di peggiorare la mia giornata.

Punto.

Non è crudeltà è che ci vivo meglio, specie se non ne vale la pena. E no, non valeva la pena di perdere una bella giornata di sole, fatta di fragole e Simons&Garfunkel che cantano “Mrs Robinson” e Beatles con le loro “Girl”.

E che io provo a spiegare a certe persone che siamo pianeti, ok? Non è che loro sono un pianeta ed io il satellite che ruota intorno a loro e quindi ogni singolo mio pensiero, ogni singola mia azione, gesto o parola sia per loro e sia diretta a loro. Io provo a spiegargli che sono anche io un pianeta e che se non mi faccio sentire è perché ho da fare o perché ho perso-come al mio solito- il telefono o comunque che c’è una ragione che trascende loro.

Il problema è che certe persone non lo capiscono, e se tu dici loro “guarda che sono un pianeta anch’io” loro ti rispondono che sono stelle-tipo Sole- e che i pianeti ci girano intorno. Egocentrismo? Infantilismo? Idiozismo? Cretinismo? E’ uguale, scegline uno a caso o tutti.

E allora a te sale la cattiveria e verrebbe da dire: “Se sei una stella, sei cadente, vedi di non farti troppo male con lo schianto”. Poi sorridi al sole sul viso, al venticello che mannaggia ti scompiglia i capelli sempre troppo lunghi ma va bene, che Mrs Robinson se il sole mi brucia so che si prenderà cura di me.

In Tiromancino c’hanno ragione.

E’ una cosa che mi sta sui nervi, quella necessità viscerale delle coppiette-o di chi si piace- di non cercarsi per aspettare che sia l’altro a farlo. “Max non capisci è per imputarsi, per far capire all’altro che non sei una pecora e che la comandi tu”.. che stronzata, o ancora, “e se poi lui non mi vuole, cioè io lo cerco e gli do fastidio e passo per quella troppo attaccata”. Sì ma, davvero? No, ma, davvero? Ogni tanto ci casco, ma poi me ne libero.

Io ne ho passate di tutti i colori nella mia adolescenza, ma questa mi manca. Questa cosa di stare sul filo del rasoio “mi risponderà”, “mi vorrà sentire”, “perché non mi cerca”. Io ho sempre cercato per prima, poi se non mi vuole parlare non mi risponde, ma almeno lascio intendere che volendo ci sono (la trovo una bellissima cosa). E’ così sbagliato? Sono io che sono stupida e non riesco a rientrare nell’ottica? E che a me da fastidio pesantemente il rimpianto: “ma se le avessi mandato quel messaggio, avrebbe risposto?”,  preferisco pensare: ” Magari non può rispondere ma gli ha fatto piacere riceverlo”

Come mi infastidisce anche la tipica incomprensione. Cioè il non dire cosa c’è che non va, quel “Niente” che-per chi non lo sapesse- non è solo tipicamente femminile che lascia presagire un’apocalisse. Io rispondo sempre, se sono arrabbiata con qualcuno non aspetto che ci arrivi, glielo faccio notare, stessa cosa se mi ha ferito o altro. Sono addirittura capace di dire “Oi, mi sono tagliata i capelli” senza ricorrere ad allusioni sperando che lui/lei se ne accorga, ma questo perché io sono la prima che non se ne accorgerebbe. E perché so cose futili.

Ma magari sono io che sbaglio il copione, e che mi sa s’è perso per posta, e non l’ho mai ricevuto. Forse è per questo che non riesco a trovare il mio protagonista dell’opera. O forse perché il pagliaccio è sempre un personaggio solista.

Fiorellini mattutini

Posso permettermi un post dolce? Massì, ogni tanto ci vuole. Roma è bella, si comincia così, Roma quando si sveglia è molto bella. Napoli, per carità, come mi è capitato di dire è tragicamente bella, Roma è decadentemente bella. Una ha il fascino di quello che non è ma che potrebbe essere (e forse non sarà mai) , l’altra il fascino di quello che era ma che non è più (e potrebbe non tornarci). Sta di fatto che se da una mi sento a casa dall’altra accolta quando voglio fuggire via per un po’. Non ci metto nulla a fare valigie, specie se c’ho il passaggio e non spendo mezzo centesimo.

Quando ci sto non vado a trovare nessuno e non voglio vedere nessuno, solo io e la gente sconosciuta per strada. Il migliore dei modi per stare sola direi.

Quindi anche se l’uomo del Loop è di qui, non l’ho sentito, stessa cosa per i parenti consanguinei che chiacchieroni come sono non mi avrebbero permesso la solitudine che cercavo.

Ma volete mettere ascoltare sull’MP3 “Il Pagliaccio” e guardare il Colosseo, ferma, mentre tutti ti camminano intorno? E’ stato magico.

E’ un vero peccato che la fuga finisca qui, magari la prossima volta se c’è qualcuno da queste parti ci si vede, un’ora di socializzazione o più, ma anche meno, posso gestirla. E poi perdersi in due dev’essere bello. Di solito mi perdo sempre da sola.